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trio

Tre corpi un unico piacere - Parte 6


di Kalifly81
04.08.2025    |    2.882    |    3 9.2
"“Credi che non lo verrá a sapere” dice lei molto piano, poi sento la mano scivolare e afferrarmi le palle “se t’azzardi ancora d’ora in avanti a pensare che io possa far qualcosa che..."
Lorenzo ormai da mesi si frequenta con mia figlia, la loro relazione è una gioia immensa per me: mia figlia è tornata ad essere quella di prima e un po’ alla volta sta recuperando pure le sue amicizie, Lorenzo è praticamente giá uno di famiglia ed è molto premuroso con me tanto quanto lo è con Luce.
È un ragazzo d’oro, a poco più di 20 anni rimasto orfano di entrambi i genitori e di due nonni nel giro di un anno e mezzo, ha fatto l’universitá mentre lavorava, per un lungo periodo s’è preso cura di sua nonna che ora è ricoverata in un RSA, l’alzheimer non le fa ricordare nemmeno di aver un nipote.
Dopo quella forte esperienza avuta in vacanza quest’estate non l’ho più vissuto sessualmente, ma ho riferito a Luce che se dimenticano aperta la porta della camera ogni tanto, quando sono a casa anch’io, è un piacere ascoltarli e a volte guardarli di sfuggita.
Lorenzo peró ha comportato per me anche un grosso svantaggio: non riesco più a far del sesso appagante.
Ho tre uomini con cui mi unisco sessualmente, uno a dir il vero non lo vedo da un paio d’anni, con gli altri due ho provato a fare del sano sesso dopo la vacanza estiva e con nessuno dei due ho sentito trasporto e piacere, c’ho provato un paio di volte con ciascuno di loro ma ora il mio corpo non si eccita più con il mero tocco fisico, la mia mente brama l’intensitá che Lorenzo ha con Luce e che ho assaporato quest’estate.

Venerdì.
Finita la giornata d’insegnamento ho pranzato sola, ho aspettato mamma che ha finito alle 15.00 di lavorare.
Ora siamo in auto e guido verso le colline sotto la pioggia; Lorenzo ha la casa dei nonni in un paesino poco prima delle montagne, di tanto in tanto ci va a dargli una ripulita.
Il nonno aveva anche una piccola casetta nel bosco vicino, in realtà le casette in quel bosco sono vecchi ricoveri legna sistemati poi nel tempo m’ha raccontato Lorenzo, lui ci va perchè è isolato; è a 5 minuti di macchina dalla casa dei nonni.
Per strada ci fermiamo ad un distributore perchè inizia a grandinare; ci mettiamo più di un’ora ad arrivare, l’ultimo tratto lo faccio al telefono con Lorenzo che mi aiuta a prendere la stradina esatta di sassi, buche e acqua.
La casetta è letteralmente in mezzo ad alberi, parcheggio sull’erba, io e mamma raggiungiamo il piccolo portico aiutate dall’ombrello che regge Lorenzo, entriamo mentre lui recupera i nostri zaini.
La stanza non è molto grande, un corto mobile cucina sulla parete, una panca di legno angolare retró con poggia schiena e tavolo di legno; la porta di fianco ai fornelli dà al mini bagno; uno scaffale con cibi e schermo TV, sembra tutto vecchio ma tenuto molto bene.
Lorenzo entra con le nostre borse mezzo bagnato, fuori diluvia, è da lunedì che non lo vedo e appena libera le mani lo bacio caldamente.

“Vi avevo avvisato che qui si stará strettini e non c’è molto da fare, soprattutto con questa pioggia. Venite” le conduco dietro il mobile cucina dove c’è una strettissima scala a chiocciola, butto su prima gli zaini poi salgo seguito dalle altre due.

La stanza superiore è bellissima, sembra uno di quei B&B moderni, è molto alta in quanto senza soffitto e c’è direttamente il tetto, una parete è praticamente un’unica vetrata che dà sugli alberi, un piccolo divano in vimini pieno di cuscini per sedersi a guardar fuori, dall’altra parte una porta che dà su un piccolo terrazzino, in centro un letto matrimoniale a baldacchino, tendaggi raccolti sulle colonne di legno, la coperta di lana è vecchio stile e risalta molto in un ambiente che sembra moderno.
“Se volete possiamo sempre andar a dormire a casa dei miei nonni, se piove stanotte questo è il rumore che si sente”.
Effettivamente la pioggia sul tetto si sente bene.
“È stupendo dormir con la pioggia” dice mia madre sedendosi sul materasso per levarsi i calzini.
Ci sediamo giù sul tavolo per il tè, facciamo un gioco in scatola che c’impegna parecchio tempo solo per capire le regole, beviamo del vino come aperitivo, chiacchieriamo e ci divertiamo molto.
Fuori non smette di piovere.
Finita la cena siamo un po’ su di giri, non abbiamo bevuto molto ma non siamo molto abituate, sappiamo controllarci e ogni tanto mi piace essere euforica, io rifiuto la grappa che ha richiesto mia madre “Per trovar il coraggio di mostrarvi una cosa” dice ridendo; lei e Lorenzo bevono una grappa, poi lei si rimette a ridere e prende il cel.

Ci mostra una sua foto da giovane, è una foto di una foto, ha dei capelli che sembrano quasi cotonati, sembra indossare un vestito fatto con uno straccio, ha un espressione seria, guardiamo la foto e non capiamo.
Lei allora guarda il cel divertita, ne sfoglia altre e ce ne mostra una che la ritrae in piedi all’entrata di una casa che sembra vecchia, si tiene su il vestito di straccio con una mano e mostra le cosce, ha la stessa espressione seria e gli stessi strani capelli.
“Che foto sono?” chiede Luce, “Che giovane, quanti anni avevi?” Chiedo io.
“21 mi pare” risponde Luana, poi ci guarda e ride, “lì sono vestita da contadina”.
“È il film che hai fatto?” Luce prende il cell e unendo le nostre teste guardiamo la foto, ridiamo.
“Ero una bella ragazza all’epoca” dice Luana e io subito “Non sembri cambiata molto”, l’ho detto per cortesia ma Luana era molto bella e lo è pure adesso.
Anche Luana ora ha la testa quasi attaccata a quella di Luce, sfoglia un’altra foto che la ritrae nuda, in testa un cappello di paglia, in piedi in mezzo a un campo, fra le cosce un cespuglio molto nero “C’erano altre mode all’epoca” dice.
“Preferisco i tempi moderni per certi aspetti” dico in un’atmosfera divertita.
Luana ripone il cellulare e le chiedo “Il video esiste ancora?” non voglio proporre direttamente di guardarlo; “Si” dice lei “ho ancora la videocassetta, l’ho trasferito in dvd qualche anno fa e devo averlo messo via da qualche parte”.
“Ma vorresti vedere il film?” mi chiede Luce ed io arrossisco, non volevo offenderla di certo ma è stato istintivo per me chiederlo “Mi incuriosisce perchè c’è Luana da giovane, non per altro”; Luce ride e dentro di me traggo un sospiro di sollievo, ridiamo tutti e tre quando mi dice “Sei un porco”.
“Vero, e Luana ha fatto un porno, e malgrado tutto questo sei tu la più porcellina” ridiamo ancora poi riprendiamo le nostre chiacchiere, sono solo le 22 ma non c’è molto da fare lì.
È Luana a dirci “Che ne dite di andar a stenderci? Siamo stati in questa stanza per ore. Andate pure voi di sopra se volete io vengo su fra un po’”; sia Luce che io sappiamo che c’invita ad andar a far l’amore da soli in tranquillità; con Luce nel pomeriggio ci siam detti che il sesso puó anche aspettare un paio di giorni per non isolare Luana.
A turno andiamo nel piccolo bagnetto a prepararci, quando esco io ci avviamo di sopra.
Le uniche due luci sono quelle delle lampade sui comodini, ne accendiamo solo una, si sente un forte rumore di pioggia, Luana sbadiglia stiracchiandosi, si leva la felpa mostrando una canottiera bianca che mostra sulla stoffa i rilievi dei capezzoli, s’infila sotto le coperte; Luce fa stendere me in mezzo fra loro due, lei ha un pigiama rosa, ma sento premere il suo seno al mio braccio, lei è stesa sul fianco mentre io e Luana a pancia in su.

“Come clichè io avrei scelto la donna ricca e annoiata”.
“Che intendi?” mi chiede Lorenzo e spiego “Per girare un porno, come storia sarei stata la donna ricca annoiata che se la fa con la servitù tipo giardiniere o addetto alla piscina” ridiamo ancora tutti e tre.
“E tu?” chiede mamma a Lorenzo che ci pensa un po’ prima di rispondere “Un turista con la donna delle pulizie che per sbaglio entra quando lui è in doccia” altre risatine.
“Non ti piacerebbe essere un re medievale?” chiedo a Lorenzo beccandomi una “Stronza” da mamma fra le nostre risate.
“Certo che mi piacerebbe essere stato un re medievale che approfitta della contadinella, poi peró dovresti vendermi per pochi soldi la tua bella giovane figlia” dice Lorenzo a mamma, e quella frase la trovo stranamente romantica.
“Un re brutale o gentile?” chiede mamma “A governare o a letto?” ribatte Lorenzo scherzando e rido con lui ma mamma sembra un po’ più seria “A letto con quella povera contadina che non si depila”.
So della recente situazione di mamma ed il sesso, mi ha spiegato la sua perdita di gusto a causa dell’assenza di energia mentale e ora sospetto che abbia ritrovato quelle foto per parlarne, per stimolar la sua mente.
“Con quella contadina sarei un re gentile e magnanimo” risponde Lorenzo; guardo mamma e mi convinco sempre più che voglia esser stimolata nella sua mente e fantasia e così dico “Di solito non sei solo gentile, a volte diventi un re brutale”.
“Non sono mai brutale” si lamenta lui e accarezzandogli il viso lo rassicuro “Tranquillo alle contadinelle piace molto, vero mamma?”.

Vorrei veramente sapere se stanno solo scherzando o se a volte veramente lui è brutale a letto, ricordo quella sera d’estate d’avergli visto strizzare forte i seni e chissà se… “Si a volte piace davvero tanto, ed è per quello che non direbbe mai -fermati- al suo re” dico.
“Mi piace esserlo ma a volte… cioè a tutti i re piace essere brutale ma si preoccupano di esser troppo… stiamo parlando di noi o giochiamo a sceneggiature porno? Non mi capisco” io e Luce ridiamo e lei lo bacia divertita, fuori la pioggia continua e ora si sentono a volte anche i rami sbattere contro il tetto.
“Fa un po’ paura con sto tempo ma ammetto che è bellissima l’atmosfera” dice Luce e Lorenzo le risponde “E quando sarà freddo e magari con la neve sarà ancora più bello starsene sotto il piumone”.
“A fare l’amore” aggiunge Luce, sento che si stringono l’uno all’altra, è evidente che vogliano farlo e mi sento un po’ il terzo incomodo.
“Ragazzi, me ne scendo un po’ giù, la si sente la vostra energia” provo a dir loro e sento sotto la coperta la mano di Lorenzo prendere la mia.

“Vorrei sempre fare l’amore con Luce e morire sfinito dallo stare in lei, ma non si puó. Resta qui” dico a Luana lasciando la sua mano e passando la mano sotto la sua schiena e tirandola a me, sento che si mette sul fianco e si appoggia alla mia spalla.
Luce spegne la lampada “Io non riesco ad essere spinta e romantica alla stesso tempo, devo pensare a qualcosa” ridiamo appena, mentre accarezzo la bassa schiena di Luana la sento dire “Fa proprio rumore la pioggia, mi piace proprio”.
Luce mi accarezza il petto, sento il suo seno schiacciato contro il mio braccio, io le accarezzo la parte alta della schiena avendo il braccio sotto di lei; l’altro braccio è sotto Luana e le accarezzo la parte bassa della schiena e a volte la mano riesce ad arrivare alla parte superiore del suo sedere.
Ci godiamo il silenzio; passa del tempo e mi chiedo se qualcuno di loro già dorme quando Luce dice “terrei in bocca il mio re per fargli capire quanto le sono grata per starmi vicino e farmi sentire amata e protetta”.
“Ma hai pensato per tutto sto tempo alla frase da dire?” rido, Luana non reagisce ed evidentemente dorme contro di me; non sentendo ridere pure Luce mi affretto a dirle “Beh sei riuscita a trovare la frase spinta e romantica”, la sento sorridere mentre si schiaccia contro me mettendosi comoda pronta al sonno, mi sfila il braccio da sotto di lei e lo infila fra le sue cosce che lo intrappolano, dopo un paio di minuti sento il suo respiro dormire.

Non so che ore siano. Avrei dovuto bere meno: devo andare in bagno, non sembra più piovere.
Mi metto seduta sul bordo del letto, prendo il cellulare per farmi luce e ha qualcosa attaccato, tocco lo schermo che si accende, sullo schermo attaccato un post it con la scritta -Guarda dentro la panca giù. Prossimo weekend?-.
Lorenzo dorme di fianco, mia madre dietro di lui ci dorme aggrappata come un koala, lo fa anche con me.
Scendo la scala a chiocciola con qualche difficoltà, scendo e vado in bagno, quando torno fuori penso di guardar nella panca domani mattina perchè ho sonno, ma vado comunque alla panca del tavolo e sollevo l’asse di legno, ci sono solo cose da mangiare, un paio di coperte, sollevo l’altro lato della panca e c’è una spessa fune che subito prendo in mano; vuole legarmi come sa adorerei? Shibari? Quanto vorrei essere a sabato prossimo. Richiudo tutto e me ne torno di sopra, mi reinfilo nel letto e sento Lorenzo sussurrarmi al buio “Tua mamma mi sta addosso come fai tu ma non ho il coraggio di spostarla”.
Ho gli occhi che si chiudono e gli do un piccolo bacio, un secondo bacio, nella mia testa rivedo la fune e il bacio diventa lungo e con la lingua; sotto la coperta gli metto la mano fra le cosce e gli massaggio il membro “Hai visto la corda” sussurra piano lui sorridendo mentre mi bacia; la mia mano lo sente un po’ più gonfio sotto il pigiama.
Mi giro sull’altro fianco, allungo la mano dietro sul suo sedere e lo spingo ad unire il suo bacino al mio sedere che muovo un po’ “Ho sonno” gli dico dopo poco e lui “Mi lasci così?” ride piano “A causa tua io son presa peggio” sbadiglio rispondendogli.
“Ti amo tantissimo” mi dice, mi sento contentissima “Non voglio dormire” gli dico ma gli occhi mi si stanno chiudendo, se dice altro non lo sento.

Non ho capito che si son detti, credo Luce si stesse sfregando contro lui, devono aver giocato, ma ho ben capito quanto si sia sentita bene mia figlia a sentirsi dire d’essere amata; Sta riprendendo a piovere e nel silenzio credo Lorenzo sia ancora sveglio perchè il suo respiro non fa rumore, credo sia l’eccitazione provocata da Luce a non farlo dormire.
Ci penso su più volte.
Allungo una mano, è così duro, lo afferro sopra il pigiama.
“Dimmi che la tratterrai sempre così ed entro nel pigiama” gli dico all’orecchio.
“Che ho fatto?” chiede lui, infilo la mano nel suo pigiama e lo prendo nella mano, com’è eccitato il suo pezzo di carne.
“Ti ho detto di dirmi che tratterai mia figlia sempre così” gli sussurro all’orecchio e con il pollice gioco con il bordo del suo glande che sento sotto la pelle.
“Vi tratterró sempre bene” mi risponde calmo e io lo adoro sempre di più, gli abbasso la pelle e muovo il mio polso masturbandolo piano.
“Non ti azzardare a dirmi qualcos’altro di così dolce e a spingermi a farti un pompino, sfogati così puoi dormire” la sua erezione è piena nella mia mano e sento la sua prendermi il fianco e afferrarmi una natica; lo lascio un attimo e abbasso il suo pigiama davanti in modo da liberarlo, lo riafferro e ora posso muovere la mano tanto velocemente, mi piace il suo tocco maschio, me la stringe proprio forte la natica e la mia mano si blocca, non so come ho fatto a trattenere un urlo, ho un suo dito infilato nel mio ano.

Volevo trovare un metodo per fermarla senza agitarmi e svegliare Luce, sembra proprio aver funzionato; con molta lentezza mi volto e sono viso a viso con Luana, c’è buio, lei non me l’ha mollato un istante.
“No” le dico piano e le accarezzo il viso “se Luce non lo sa mi par di tradirla” lei cerca di dir qualcosa e la fermo subito “Lei mi ha proposto di venir a letto con te e so che lo sai ma… non le voglio far nulla alle spalle”.
Luana muove la sua mano, lo scappella e tiene la sua mano in basso tirando la mia pelle al limite appena prima del fastidio.
“Credi che non lo verrá a sapere” dice lei molto piano, poi sento la mano scivolare e afferrarmi le palle “se t’azzardi ancora d’ora in avanti a pensare che io possa far qualcosa che ferisca la mia piccola” sento la sua mano stringermele un po’ e muoverle “le stacco” fa una piccola risatina “e ti prego: ora dimmi che la tratterrai sempre così”.
“Mi sento di amarla molto, non la tratterró mai e poi mai male” lo dico con sinceritá ma anche perchè lo vuol sentire, lei si avvicina e attacca le sue labbra alle mie senza baciarmi, poi scivola piano in basso, sotto la coperta e sento prendermi la cappella in bocca con quelle sue labbra tenute strette, poi blocca la bocca e lecca la cappella mentre con la mano lo masturba.

Ha un sapore intenso e gradevole, qui sotto fa caldo ma non è nulla a confronto della temperatura che ho fra le cosce; non ho mai pensato che avrei fatto un pompino perchè pensassi che un uomo se lo merita, e in più mi eccita.
Non è un preliminare, deve solo sfogarsi, lo masturbo velocemente e tengo il suo glande in bocca aspettando la sua venuta.
Sento la sua mano sulla nuca, non spinge mi dá un colpetto: mi sta avvisando, dio mio si sta preoccupando per me anche in questo istante; chiudo le labbra, voglio ingoiare tutto e non lasciar uscirne nemmeno una goccia e lo sento esplodere in gola direttamente, sto per tossire, stringo gli occhi e sento altro liquido in bocca; lo lascio spruzzare e quando sento che smette inizio a muovere la mia mano in modo che lo faccia uscire tutto; non riesco a deglutire con la sua verga in bocca, sto per tossire e decido di liberarlo; piano risalgo fuori dalla coperta viso a viso con Lorenzo, non credo mi veda nel buio e deglutisco il suo seme: sa di castagne.
“A volte mi fate sentir sbagliato” mi dice mentre ancora sto gustandomi il suo sapore, “Sbagliato? Noi?” gli chiedo; mi accarezza il viso e mi dice “Scusami ma in questo istante sento un’immensa voglia di farlo con Luce e non con te, e allo stesso tempo vorrei tu venissi e penso che sia stato un pompino divino”.
Mi aggrappo al suo petto e sono veramente felice, mi addormento contro di lui; quando mi risveglio la mattina sono da sola.
Scendo e trovo Luce, le do un bacio e stiamo abbracciate un po’ sedute sulla panchina sotto il portico esterno.

“Prenderai freddo” mi dice mamma mentre mi abbraccia e si siede al mio fianco, ho addosso solo slip e felpa di Lorenzo.
“Lorenzo è andato con l’auto a prendere brioches. Mi ha detto c’è stata una festa stanotte alla quale non sono stata invitata” mamma mi dá un bacetto alla guancia “Niente festa, un semplice regalo per ringraziare d’aver un genero stupendo. Ti ha raccontato cosa mi ha detto alla fine?” mi chiede mamma, faccio no con la testa e lei mi racconta “s’è scusato perchè malgrado quello che avevo appena fatto lui desiderava in quel momento far l’amore con te: gli sarei saltata addosso”.
Mamma mi stringe e la stringo a me anch’io più forte “Sai come la penso, se tu ne hai bisogno e lui lo vuole, so che non si tratta d’amore” stavolta mamma non rifiuta categoricamente, mi obbliga ad alzarmi e andar dentro con lei per evitar di prendere qualcosa, dicendomi solo “Magari ci penso” ma lo dice sembrando preoccupata; “Se c’è qualcosa che ti preoccupa mamma non credi dovrei saperlo?” ci sediamo sulla panca di legno al tavolo.
“E se non mi desse più piacere nemmeno con lui? Se vedendo quello che avete voi mentalmente avessi pure io bisogno di qualcosa del genere? Alla mia etá…” non so bene cosa dire per sollevarla da questo pensiero “Mamma non so che dire, parli come se alla tua etá non ci si potesse più innamorare”.
“Non voglio nemmeno più innamorarmi di un uomo, mi sa che mi son stufata. Vorrei solo sparare le mie ultime cartucce” ridiamo un po’ assieme e facciamo un po’ di gossip prima del ritorno di Lorenzo e della colazione.
La mattinata trascorre in mille chiacchiere, a volte pioviggina e andar a passeggiare non si puó; a mezzogiorno io e Lorenzo prepariamo il pranzo quando mamma si avvicina a noi “Io salgo un attimo, se Luce non ha bisogno di aiuto se vuoi aspettiamo assieme di sopra che sia pronto” Lorenzo mi fissa mentre sentiamo mamma arrampicarsi su per la scala a chiocciola.
“Vai” gli dico dandogli un bacetto sul naso, “Abbiamo detto io e te di non farlo per starcene solo in relax e adesso dovrei andar su con lei senza di te?” ribatte lui sorpreso.
“Ne abbiamo giá parlato” gli dico “e stamattina ne ho parlato ancora con mamma” premo le mie labbra alle sue in un bacio morbido “stasera sei mio”.
Lorenzo esita, so che anche lui ha molta voglia del corpo di mia madre, mi dà un altro bacio profondo e sento arrampicarsi anche lui per le scale.

Luana è in piedi che guarda gli alberi fuori dalla vetrata nel tempo grigio, indossa una felpa ed un paio di leggins, appena risalgo dalla scala lei inizia a sfilarsi i leggins e poi la felpa, come al solito non indossa il reggiseno “Almeno queste lascia che le sfili io” le dico avvicinandomi e inginocchiandomi per levarle le mutandine; rialzandomi metto la mia mano fra le cosce e gioco con le grandi labbra.
Mi alza la felpa e la maglietta assieme, mi lecca avida un capezzolo velocemente e infila la mano nei miei pantaloni e dentro i boxer, con l’altra mano li fa cadere a terra e mi guarda “Sei già così eccitato?”.
“Beh, mi hai invitato spudoratamente a salire da te per far sesso, e tu sei parecchio eccitante per me” infilo la punta del mio dito in lei mentre mi dice “Shhht! Da adesso zitto, non voglio più complimenti o frasi dolci o frasi che mi mettano voglia di farti un pompino per ringraziarti. Zitto. Al limite un paio di parolacce” dice sorridente portandomi a letto tirandomi per l’erezione.
Si distende sopra la coperta e spalanca le gambe “Vieni” mi dice ma io apposta aspetto, attende qualche secondo poi si rialza col busto e si mette a sedere a bordo letto, me lo masturba e mi guarda dal basso aprendo la bocca “Non volevo un pompino, voglio godermi la tua bellezza” con le mani sulle spalle la rispingo a stendersi sul letto, le apro le cosce “T’avevo detto di non dirmi cose del genere” e sorride “Vieni dai”, stavolta mi avvicino e mi inginocchio sul letto, abbasso la mia testa per baciarle la fica ma sento le sue mani prendermela e alzarla, me la tira in alto e siamo viso a viso “Voglio sentirlo dentro niente preliminari ti prego”, sembra aver molta fretta ma non posso non accontentarla, afferro la mia erezione e spingo contro di lei.

Eccolo che entra, sono lubrificata quel che basta per non sentir fastidio, mi apre contro la volontà dei miei muscoli ma d’altronde gliel’ho chiesto io; finisco l’istante in cui sopporto la prima penetrata, lo sento ritirarsi per riaffondare piano, al terzo affondo lo sento, finalmente, rilasso i muscoli della schiena e alzo le braccia chiudendo gli occhi e dentro di me un sospiro di sollievo: il piacere sta montando.
Il suo corpo mi possiede, sento il suo pene violarmi ripetutamente, ora mi sento un lago e mi concentro nel piacere caldo che avverto dentro; non spinge fino in fondo, non lo sento battere, è come se avesse scelto di farmi sentire solamente le penetrate, come se sapesse di cosa ho bisogno, riapro gli occhi e lo guardo.
A veder il suo viso eccitato ed il suo corpo contro il mio ora il piacere inizia ad essere mentale, inizio ad aver fantasie oscene sulla forza con cui mi potrebbe penetrare, inizio a sentire un formicolio, l’orgasmo sta arrivando e lui si leva “No” dico istintivamente e senza saper come, mi trovo a pancia in giù distesa e quella verga ancora dentro di me; così le penetrate sfregano, e il formicolio ritorna, si ingigantisce, mi sento bagnare mentre prende tutto il mio interno “Fermati dentro di me fino in fondo” lui obbedisce subito me lo spinge dentro mi sposta in avanti mentre il mio orgasmo mi invade e non resisto, devo urlare “Ancoraaaa” ma ora il mio orgasmo inizia a vibrare forte e a sconquassarmi, lui spinge fino in fondo, vorrei si levasse ma al tempo stesso non lo voglio non so più che pensare e riurlo “Eccoooooo”.
Mi sento le spalle prese, mi ritrovo a pancia in su, l’orgasmo sta scemando e la mia mente ritorna presente, mi guardo le caviglie sopra le sue spalle e lui che mi affonda dentro, mi vien da ridere e non so perchè, vorrei toccarmi ma quel pezzo di carne che ora guardo giá mi riempie, allungo una mano sul suo viso e lui mi prende un dito in bocca, due, mi lecca la mano, gli tolgo la mano dalla bocca e mi prendo i seni nei miei palmi, ricordo quest’estate come li stringeva a Luce e lo voglio anch’io, provo a strizzarli ma non ci riesco: riecco il formicolio montare ma molto più velocemente, afferro le sue spalle e urlo il mio piacere; ancora vorrei urlargli di smettere per godermi il piacere interno ma lui continua e io voglio anche che non si fermi.
Sta arrivando la seconda onda di piacere ma d’un tratto si toglie, aspetto che mi prenda con le sue mani per girarmi nella maniera in cui vuole possedermi ma non arriva nessuna presa, guardo la sua mano masturbarsi e quel lucido glande rivolto verso me che mi spruzza addosso sul seno il suo piacere.

Luana si alza in fretta, prende la sua roba e scende, io devo ancora riprendere fiato del tutto e mi chiedo il perchè di quella fretta ed inizio un po’ a preoccuparmi, mi rivesto al volo e scendo; Luce mi guarda forse perplessa, io le carezzo spalla e braccio mentre passo per il bagno la cui porta è semi aperta, vedo Luana al lavandino, entro, richiudo la porta.
“Luana, tutto ok?” Lei fa sì con la testa prendendo l‘asciugamano e passandoselo al seno.
“Cosa c’è che non va?” Le chiedo e lei si fionda su di me aprendomi i jeans e tirandolo fuori masturbandomi mentre si abbassa i leggins; lei si volta e cerca di farlo entrare “Che hai?” le chiedo mentre sento che entra nella sua calda fica con un suo sospiro di piacere “Mi è piaciuto troppo” cerca di muoversi avanti e indietro io le afferrò il collo senza stringerlo e il fianco, la schiaccio al muro dandole due affondi che le levano il fiato poi mi fermo in lei “Non farmi più preoccupare” le dico, lei volta il viso guardandomi a bocca spalancata e riprendo ad infilarlo spingendola contro la parete.

Vorrei dirgli di spingere di più, di sbattermi più forte ma non riesco a parlare, ho atteso troppo questi orgasmi e arrivano così veloci ed intensi e lui credo capisca, perchè me lo sta tenendo in fondo come prima, lo sento riempirmi quasi allargandomi, quanto vorrei venisse con me ora, mi sembra di farmela addosso mentre sento un tremore al mio bacino, devo sfilarmi ed urlare di piacere ma non ci riesco, il suo corpo vince contro di me e la sento troppo sensibile sento un lamento di piacere dalla mia bocca quasi non fosse mio, Lorenzo mi afferra i fianchi e mi sorregge mentre lentamente esce, di scatto abbasso lo sguardo e vedo quell’erezione bagnata e penso che era dentro di me.
Lo guardo sciacquarsi nel bidet, farmi una carezza ed uscire, io sono ancora coi leggins abbassati, me ne rendo conto e mi do una sistemata.
Quando esco la tavola è pronta e ricevo un forte abbraccio da mia figlia.
Sono contentissima.
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